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La storia

Il Palazzo Cinotti che sulla destra di Via di Città fronteggia il Palazzo Chigi Saracini risale alla prima metà del XVI secolo frutto della ristrutturazione di un precedente tessuto medievale.

Il Palazzo, articolato su 4 paini divisi tra loro da aggettanti cornici marcapiano, ha interesse particolarmente importante ai sensi della legge sulla tutela delle cose di interesse artistico e storico. Il possente bugnato e le aggettanti cornici delle finestre in bianco travertino, risaltano sulla rossa superficie in cotto e si ricollegano al filone manieristico senese.

All’interno particolare pregio hanno l’atrio d’ingresso con volta a vela unghiata, due portali rinascimentali in travertino e due dipinti “ affreschi con soggetti mitologici” nel soffitto di due stanze al primo e secondo piano.

Il dipinto nella chiave di volta di una camera del primo piano è stato recentemente recuperato a seguito dei lavori di ristrutturazione e rappresenta un amorino bellissimo che osserva una donna situata in un letto sotto una tenda aperta in una campagna.

Quello nella chiave di volta della camera master del secondo piano raffigura Io, la donna amata da Giove, trasformata in giovenca per sottrarla alle ire della moglie Giunone e custodita da Argo.

Gli affreschi da alcuni studiosi sono stati attribuiti a Baldassarre Peruzzi, da altri invece, e più probabilmente, a Giorgio di Giovanni a cavallo fra il quarto e quinto decennio del 500.

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